Vaccinazioni

La vaccinazione è una tecnica che consente una immunizzazione attiva contro le infezioni e può essere ottenuta con l'introduzione nell'organismo umano di una piccolissima quantità di agenti infettivi inattivati (virus o batteri, uccisi o attenuati) che mimano l'infezione naturale e attivano tutti i meccanismi di riconoscimento da parte del sistema immunitario e la produzione di anticorpi specifici, le gammaglobuline. La prevenzione di una malattia difficilmente curabile o non curabile viene così effettuata facendo produrre all'organismo difese proprie, gli anticorpi, che riconoscono l'agente patogeno responsabile della malattia e lo neutralizzano. Il principio sfruttato dalla vaccinazione è quello della memoria immunitaria, cioè la speciale capacità del nostro sistema immunitario di ricordare le sostanze estranee, tra cui i microorganismi di diversa provenienza, che hanno attaccato il nostro organismo e contro le quali vengono prodotti anticorpi. La produzione di anticorpi infatti viene registrata dal sistema immunitario che è in grado così di reagire in modo immediato di fronte a un nuovo attacco da parte dello stesso agente patogeno anche a distanza di anni dal primo. I vaccini stimolano la difesa immunitaria in modo analogo a quello provocato dalle malattie. In caso di un attacco da parte di agenti patogeni dello stesso tipo di quelli contenuti nel vaccino, il sistema reagisce quindi proteggendo l'organismo senza che si sviluppino i sintomi e le complicanze della malattia. Nella maggior parte dei casi, le vaccinazioni proteggono per tutta la vita per cui non sono previsti richiami oltre al ciclo di base. Questo vale per il morbillo, la rosolia, la parotite, la polio e per l'epatite B. Altre vaccinazioni, come quella per la pertosse, offrono una protezione per più di cinque anni dopo un ciclo completo e quindi è più che sufficiente per proteggere i bambini sotto i cinque anni dalla malattia, che in questo periodo è più grave. Altri vaccini, come quello per il tetano, hanno un'efficacia di almeno 30 anni, ma dato che la protezione decade con il tempo è necessario eseguire una dose di richiamo periodico ogni 10 anni.

L’importanza delle vaccinazioni è fondamentale poiché sono spesso l’unico modo per difenderci dall’assalto dei virus. Infatti mentre gli antibiotici sono efficaci solo contro malattie di origine batterica ma risultano totalmente impotenti nei confronti di una malattia virale, come l'influenza o malattie ben più gravi come la poliomelite o l'epatite. Gli antibiotici sono inutili anche nel trattamento di malattie causate da tossine di origine microbica, come il tetano o la difterite.

La vaccinazione quindi è il modo più sicuro ed efficace per ottenere la protezione da alcune gravi malattie: nel caso di epidemie o dell'insorgenza di casi di malattia nella comunità, i soggetti vaccinati avranno probabilità molto minori o nulle di prendere la malattia. Il vantaggio non è solo personale però. Infatti, se in una comunità si ha un elevato grado di copertura vaccinale, l'infezione ha una possibilità limitata di diffusione e quindi la malattia tende a scomparire del tutto. In questo modo il vaiolo è stato eliminato da tutto il mondo, la polio è stata cancellata dalla maggior parte dei paesi e in alcune regioni sono già scomparse del tutto morbillo, parotite e rosolia. Inoltre, laddove ci sia un'elevata copertura vaccinale anche i soggetti che per particolari condizioni di salute non possano ricevere il vaccino risultano protetti da quella che viene definita una “copertura di gregge”, cioè dalla bassa possibilità di diffusione della malattia, e quindi di contagio, dovuta proprio all'elevato numero di persone vaccinate. Per questi motivi spesso le vaccinazioni sono rese obbligatorie dalle normative dei vari stati.

Di cosa sono composti i vaccini

I vaccini vengono preparati mediante diverse procedure a seconda del tipo di virus o dei batteri che si vogliono trattare. In alcuni casi i batteri e i virus sono introdotti nell'organismo già uccisi, quindi non più in grado di causare malattia ma ancora sufficienti a stimolare la produzione di anticorpi. In altri casi i batteri e i virus sono invece attenuati, ossia non uccisi ma modificati in modo da non essere più attivi. Esempi di vaccini attenuati sono il vaccino Sabin contro la poliomielite e il vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia. In alcuni casi, si utilizzano le sostanze tossiche prodotte dai microorganismi che vengono inattivate prima dell'introduzione nel nostro organismo, come nel caso del vaccino antitetanico e dell'antidifterico. A volte si utilizzano componenti della superficie dei virus o della capsula esterna dei batteri, come nel caso dell'Haemophilus influenzae b
o del nuovo vaccino contro lo pneumococco. Infine, una nuova serie di vaccini prevede l'utilizzo di proteine sintetiche, ottenute in laboratorio e che simulano componenti dei virus, come è il caso dell'epatite B o della pertosse. Alle componenti batteriche e virali vengono aggiunti, nella composizione dei vaccini, diversi coadiuvanti per favorirne l'efficacia, prevenirne la contaminazione da parte di altri agenti microbici e stimolare le difese immunitarie dell'organismo vaccinato.

I vaccini disponibili

Le principali malattie batteriche per cui esiste ed è disponibile il vaccino sono la Difterite, il Tetano, la Pertosse, l’Haemophilus influenzae tipo B, lo Pneumococco, il Meningococco C, la Febbre tifoide. Le vaccinazioni contro le malattie virali più diffuse sono invece quelle relative alla Poliomielite, al Morbillo, alla Rosolia, alla Parotite, alla Varicella, all’Epatite A e B, all’Influenza, al Rotavirus, alla Febbre gialla e al Colera.

Fonte: Istituto Superiore della Sanità

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