È fiorita l'ambrosia

1 settembre 2008

Anche quest'anno, nonostante la maggior sensibilità di enti pubblici e privati alle misure suggerite per il contenimento della vegetazione della AMBROSIA ARTEMISIFOLIA, il ritorno dalle vacanze riserva uno spiacevole appuntamento a molti allergici.
“Anzi nelle prossime settimane è previsto un generale peggioramento, soprattutto a causa di una stagione molto piovosa che ha favorito la fioritura delle erbacee” – ha dichiarato il dottor Raffaello Adami, responsabile del settore allergologia del Biocell Center di Viale Stelvio a Busto Arsizio, che da oltre 30 anni si occupa di allergie.
Infatti ben il 50-70% dei pollinosici varesini esploderanno con i tipici sintomi di allergia: prurito, rossore e lacrimazione degli occhi, crisi di starnuti e chiusura nasale, qualcuno con tosse secca e respiro affannoso, segno che si soffre anche di asma.
Si tratta quindi di un problema di ampie proporzioni, che interessa in particolare l'area dei comuni di Busto, Gallarate, Castano, Magenta, Castellanza, Tradate, Saronno e le zone brianzole viciniori. Con intensità minore il problema ambrosia attualmente finisce per interessare zone più ampie della pianura padana compreso la zona prealpina e non è raro che le prime crisi allergiche esplodano proprio in autostrada, sulla via del ritorno dalle vacanze. Il periodo di pollinazione, con la inevitabile variabilità annuale dipendente dalle condizioni climatiche, va dalla metà di agosto alla metà di ottobre. Nel Varesotto l'apice stagionale del polline di ambrosia interessa solitamente le prime tre settimane di Settembre.
“La suscettibilità ad avere una allergia riguarda fino al 15% della popolazione – prosegue il dottor Raffaello Adami del Biocell Center di Busto Arsizio – se poi consideriamo anche le forme occasionali di allergia come ad esempio episodi isolati di reazione avversa verso farmaci od alimenti, possiamo affermare che almeno il 25 % della popolazione generale nella vita esperimenta almeno un episodio di allergia. Si tratta di ben una persona su 4, circa il quadruplo di quanto verificabile all'inizio degli anni '50. Alla base si ipotizzano problemi di suscettibilità genetica (i sintomi allergici colpiscono in particolare alcune famiglie) e l'effetto delle modificazioni ambientali, tra le quali un posto particolare spetta sicuramente all'inquinamento dell'aria prodottosi in questo ultimo mezzo secolo.”
Presso Biocell Center da quest’anno è possibile, effettuare non solo la visita dell’allergologo, ma eseguire altresì gli esami diagnostici necessari per capire il tipo di allergia e la cura più adatta.
“La terapia – prosegue il dottor Adami del Biocell Center di Busto Arsizio – si avvale sia di farmaci per il “controllo dei sintomi”: anti istaminici, cortisonici, anti leucotrienici, decogestionanti, broncodilatatori; sia di terapie mirate a modificare lo “stato allergico”: vaccini desensibilizzanti, oggi disponibili anche per via orale sublinguale, e immuno-modulatori. Una recente ricerca internazionale conferma definitivamente la utilità delle terapie desensibilizzanti e indica uno spazio temporale di 4 anni per un ottimale risultato. Si tratta di un complesso di terapie di indubbia efficacia, soprattutto se calibrati in base alle effettive necessità di ciascun paziente. Per quanto riguarda gli anti-istaminici, sicuramente la classe più nota dei farmaci anti allergici, si ignora spesso che il loro meccanismo d'azione è soprattutto preventivo (bloccano il recettore su cui agisce l'Istamina): la loro efficacia è massima se assunti preventivamente alla crisi allergica.”
“In sostanza, – conclude il dottor Adami del Biocell Center di Busto Arsizio – per goderne appieno l'effetto preventivo vanno assunti costantemente, per tutta la durata della stagione. Inoltre, bisogna segnalare che l'istamina responsabile dei sintomi più immediati quali il prurito, gli starnuti, il colo nasale, di fatto non è l'unica sostanza dannosa che si libera nella crisi allergica: vi sono molte altre molecole responsabili tra l'altro di sintomi alla fin fine più fastidiosi quali la chiusura nasale, la tosse e l'affanno di respiro, sintomi suscettibili di migliorare solo per effetto di altri farmaci da usarsi in associazione. Per quanto riguarda i cortisonici, disponibili anche in formulazioni ad uso locale (spray per il naso e per i bronchi), si ricorda il loro potente effetto curativo ed anche la loro capacità di smorzare la sintomatologia se assunti fin da un poco prima dell'esplosione pollinica stagionale.”
Si tratta di un complesso di misure che, sotto il diretto controllo dello Specialista Allergologo, possono portare ad un soddisfacente se non completo controllo della allergia.

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